Tema
Variabili e Secret
A cosa servono
Un processo che manda una notifica ha bisogno di un indirizzo a cui mandarla. Un processo che decide se una pratica va in eccezione ha bisogno di una soglia. Un processo che chiama un sistema esterno ha bisogno di una chiave.
Una Variabile è quel valore messo in un posto solo. I processi la leggono al momento dell'esecuzione, quindi cambiarla ha effetto subito e su tutti, senza toccare nessun processo.
Cosa può contenere
- Un indirizzo
- La casella a cui vanno le notifiche di tutti i processi dell'organizzazione
- Una soglia
- L'importo oltre il quale una pratica richiede un'autorizzazione
- Un testo
- Un messaggio standard, scritto una volta e usato da più processi
- Un parametro
- Il codice cliente con cui l'organizzazione è conosciuta da un fornitore
- Una struttura
- Un elenco o un oggetto, quando il valore non è un singolo dato
Una variabile appartiene all'organizzazione: tutti i processi di quel cliente la vedono, e un valore sta in un posto solo. Il nome dice a cosa serve, perché lo leggerà anche chi non l'ha scritta.
Quando la variabile è una credenziale: i Secret
Un Secret è una variabile marcata come sensibile: una password, un token, una chiave di accesso. Si usa nei processi esattamente come le altre — la differenza sta in come viene custodita.
01Si salvaIl valore viene cifrato prima di essere scritto: nel database non c'è in chiaro.
02Si consultaNella dashboard compare mascherato: chi apre l'elenco vede dei punti, non il valore.
03Si usaIl processo che ne ha bisogno lo riceve in chiaro al momento dell'esecuzione.
Il valore in chiaro è leggibile soltanto dagli operatori che possiedono il permesso dedicato ai secret: è un diritto che si assegna per ruolo, come ogni altra azione della dashboard, e che resta tracciato nel registro delle azioni.
Variabile o Integrazione?
Sono le due cose che si confondono, perché entrambe tengono valori fuori dai processi.
| Variabile | Integrazione | |
|---|---|---|
| Cos'è | Un valore | Una connessione verso un sistema |
| Che forma ha | Quella che le dai | Quella che il suo tipo impone: indirizzo, credenziali, parametri |
| Quando si usa | Un dato che serve a un processo | Un sistema esterno da chiamare |
| Esempio | «la soglia è 500» | «il gestionale sta qui, ci si accede così» |
La regola pratica: se il valore serve a te per decidere qualcosa, è una variabile. Se serve per parlare con qualcun altro, è un'integrazione.
Come si tengono in ordine
Una decina di variabili si governano da sé; cinquanta no. Tre abitudini che costano poco adesso e molto dopo:
- Nomi che dicono a cosa servono.
notifiche_amministrazionesi capisce fra sei mesi;email2no - Un prefisso per famiglia: la configurazione, le soglie, i riferimenti verso l'esterno. L'elenco diventa navigabile invece che alfabetico
- Secret solo per i secret. Marcare come sensibile un valore che non lo è aggiunge un mascheramento a qualcosa che tutti possono leggere