Tema
Telegram
Il canale Telegram collega un bot alla piattaforma. Per l'utente non c'è niente da installare: apre una conversazione col bot dentro l'app che ha già sul telefono, e scrive.
Un bot Telegram, per chi non ci ha mai avuto a che fare, si presenta come un contatto qualunque: ha un nome, una foto, e una chat. La differenza è che dall'altra parte non c'è una persona — c'è la piattaforma, che riconosce l'intenzione e risponde o esegue un processo. L'utente lo trova cercandone il nome, oppure aprendo un link che glielo apre già in chat.
Perché è il canale con cui si parte
Nelle installazioni Calybron è il primo che si attiva, per tre ragioni molto pratiche:
- si crea in due minuti, dentro Telegram stesso, senza approvazioni di nessuno;
- non costa per messaggio;
- non richiede niente a chi lo usa: nessun numero da registrare, nessuna app in più.
È anche il canale su cui conviene provare un'automazione nuova prima di portarla altrove: quello che funziona qui funziona sugli altri canali senza riscriverlo, perché ciò che risponde è lo stesso.
Cosa serve per averlo
Un bot e il suo token, che si ottengono da @BotFather — un bot ufficiale di Telegram che serve a creare gli altri. Si apre una chat con lui e si manda /newbot: chiede un nome visualizzato e uno username che finisca per bot, e restituisce il token.
Con lo stesso @BotFather si possono impostare la descrizione, l'immagine del profilo e i comandi suggeriti: sono le cose che l'utente vede prima di scrivere, e vale la pena compilarle.
I parametri
- Bot Token
- Obbligatorio. Quello ottenuto da @BotFather
- Typing Timer
- Millisecondi di attesa prima di rispondere. Predefinito 4000
- Messaggi di benvenuto
- I testi inviati in sequenza al comando
/start - Username Whitelist
- Se compilata, solo questi username possono interagire col bot
Il Typing Timer, e perché esiste
Le persone non scrivono un messaggio: ne scrivono tre. «Buongiorno», poi «avrei bisogno di prenotare un ritiro», poi «per un divano». Se la piattaforma rispondesse al primo, la risposta arriverebbe mentre l'utente sta ancora scrivendo il secondo.
Il Typing Timer è quanto il canale attende prima di considerare finito il turno: i messaggi arrivati in quella finestra vengono uniti e trattati come un'unica frase.
Quattro secondi vanno bene per un pubblico generico da telefono. Si alza — sei, otto — se gli utenti scrivono a raffica o descrivono casi lunghi; si abbassa se le domande sono brevi e la reattività conta più della completezza.
I messaggi di benvenuto
Sono i testi che l'utente riceve al primo contatto, in sequenza, quando manda /start — cosa che Telegram fa da sé appena apre la chat.
Valgono più di quanto sembri: sono il punto in cui si dice cosa il bot sa fare. Due o tre righe: chi risponde, quali cose sa fare, e un esempio di frase che funziona — l'utente copia il modo di chiedere.
La whitelist degli username
Se l'elenco è vuoto, chiunque trovi il bot può scrivergli. Se contiene almeno un username, solo quelli passano. Serve a tenere un bot riservato durante un collaudo o in un contesto chiuso. Per la riservatezza di un singolo intent, invece, si usano le Capability.
Cosa arriva dal canale
Telegram non porta solo testo, e la piattaforma tratta ogni cosa nel modo giusto:
| Cosa manda l'utente | Come viene trattato |
|---|---|
| Testo | L'espressione dell'utente, dopo l'unione dei messaggi ravvicinati |
| Messaggi vocali | Trascritti, e trattati come se fossero stati scritti |
| Immagini | Consegnate alla piattaforma per l'analisi |
| Documenti | Consegnati per essere letti o allegati a un processo |
/start | Non è una domanda: innesca i messaggi di benvenuto |
Una foto di un oggetto, la fotografia di una bolletta, un PDF: tutto entra nella conversazione e può alimentare un processo o un'analisi.
Buone pratiche
- Un bot per servizio, non un bot per organizzazione, quando gli ambiti sono davvero distinti: il perimetro si legge dal bot che l'utente ha aperto
- Provare il
/startda un profilo che non ha mai scritto al bot: è il modo di vedere quello che vede un utente nuovo - Custodire il token come una credenziale: chi lo possiede parla a nome del bot